Amir 4 Boxfresh

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Boxfresh vuole dare il benvenuto a un'artista di indiscusso talento che avrete sicuramente avuto modo di vedere e sentire soprattutto: Amir. Abbiamo deciso di fargli qualche domanda per conoscerlo meglio.


Ti avranno già interrogato fino alla nausea sull'argomento dell'immigrazione, com'è cambiato il tuo modo di rapportarti con questo tema?

Diciamo che se prima il problema era il dover continuamente sottolineare la mia “Italianità” dopo aver scritto un brano come “Non sono un immigrato” (contenuto all’interno del cd “Paura di Nessuno”) ora mi trovo continuamente a dover dare spiegazioni a riguardo e a dover specificare che il mio non è un attacco agli immigrati ma è una critica dura e lucida nei confronti dei media che continuano ancora a mettere l’immigrazione e i suoi figli nati e cresciuti in Italia sullo stesso piano, cosa che crea una confusione enorme ed è totalmente fuorviante. Dico per concludere che finchè non si rimetterà in discussione l’immagine degli “Italiani” ci saranno sempre problemi, ovvero ad oggi se si pensa ad un Italiano come lo si deve immaginare?? Biondo con pelle chiara??con pelle olivastra?? Con occhi a mandorla?? A voi la risposta!

La 'Grande Onda','Prestigio Records' e 'Vibrarecords' prima o dopo la tua esperienza con Virgin, nuovi progetti nel cassetto? 

Attualmente sto collaborando con Francesco Bruni, che è uno degli sceneggiatori Italiani di maggior successo, al suo primo film da regista come unico autore della colonna sonora e in più sono in trattativa con radiorai per essere co conduttore di un nuovo programma radio che partirà a Settembre. Diciamo che a livello musicale, inteso come “artista rap” vivo un momento di riflessione e sto cercando di capire in che direzione spostare quello che faccio da anni, non so bene cosa sarà ma sicuramente qualcosa di diverso, diciamo che ci sono delle cose in cantiere ma ancora non ve ne posso parlare visto che ho coinvolto anche artisti più conosciuti di me e che fanno generi musicali diversi dal mio, tranquillizzo i miei ascoltatori dicendo che sarà sempre rap e non mi vedranno mai come “cantautore” ma semplicemente sarà rap mixato con altri ingredienti sonori.

La tua ispirazione nasce camminando per strada, in tutti i sensi, hai qualche aneddoto al riguardo? La scrittura ha una grande importanza?

Assolutamente si, essendo stato un writer ho imparato a guardare la città in modo diverso, non da “passante” ma da vero e proprio “utente” della città stessa. Avere continuamente un punto di vista volto a trovare il punto ideale dove poter mettere la propria firma ti porta a dare peso a cose che solitamente passano inosservate quindi il trovarmi a scrivere testi mentre passeggio o sono sui mezzi pubblici è uno stimolo continuo, di aneddoti a riguardo ce ne sarebbero a centinaia ma il primo che mi viene in mente, e che tra l’altro è ricorrente, è il trovarmi ad aver saltato la fermata della metropolitana dove sarei dovuto scendere, talmente preso a buttare giù rime.

Nell'intervista su XL ho letto che la cosa che più ti spaventa è il fatto che non ci sia nessuno che ti rappresenta, come pensi che le cose possano migliorare, probabilmente è un discorso utopistico... in cui la paura verso lo straniero viene strumentalizzata dalla politica e non solo e in cui l'Italia ha ancora tanto da imparare, come vedi inoltre la situazione all'estero?

La situazione attuale nel nostro paese la ritengo pessima ma essendo una persona positiva e fiduciosa mi piace pensare che queste siano le tenebre prima dell’arrivo di una nuova alba, fatta di comprensione e uguaglianza tra i popoli. Sicuramente il sistema politico che ci ha governati fino ad oggi è agli sgoccioli e non penso che sia un problema di destra o sinistra ma andrebbe ripensato il modo di far appassionare la gente comune alla politica, cosa che in questo momento non esiste e ha portato alla nausea e al totale disinteresse soprattutto i giovani. Vado spesso a fare concerti/dibattito nei licei grazie a Gabriella Sanna che si occupa del servizio biblioteche del comune di Roma e la prima cosa che dico ai ragazzi è quella di avere una visione globale e di viaggiare il più possibile perché è solo grazie a questo che si può avere una coscienza reale di come si vive fuori dal nostro paese. Io ho avuto la possibilità di farlo e penso che soprattutto in Nord Europa la situazione sia migliore di quella Italiana ma avendo un figlio di dieci anni che sta crescendo qui non me la sentirei di andarmene ma non nascondo che spesso la tentazione è forte.

Durante le interviste tieni a sottolineare che la visione dell' Hip Hop italiano non debba essere associata o paragonata a quella degli USA, probabilmente questo nasce dal fatto che non siamo una nazione in cui si possa dire di avere una gran cultura al riguardo e il modello nel nostro immaginario è legato solo agli States, non abbiamo un grande pubblico del genere come in altri paesi, questa situazione cambia il modo di porsi verso l'ascoltatore? 

Nel mio caso è un ossessione il voler essere compreso da tutti.

Ovvero se vuoi arrivare alla massa devi parlare il linguaggio della massa, e non puoi pretendere che sia viceversa e soprattutto in un paese dove dopo anni e anni di dischi usciti e varie ondate di interesse o meno da parte dei media se dici a una persona che fai musica rap ancora ti dicono “yo fratello” e ti fanno il gesto delle corna, cosa che mi fa venire i nervi!! Chiunque abbia la possibilità di ascoltare un mio cd si può rendere conto di quanto io abbia semplificato il mio rap per renderlo accessibile a tutti. Mi rendo conto che ci vorrà ancora molto tempo per arrivare ad un livello di diffusione di questo genere musicale rispetto ad altri paesi, come la Francia, la Germania, e non solo gli Stati Uniti ma è un problema dell’Italia in generale che si ritrova in tutti i settori a partire dalla politica per arrivare al campo dello spettacolo..è un paese per vecchi, tutto qui !!

Direttamente dal set di 'Prima di Te' ecco un breve video di backstage!!!!!

 

Facendomi un pò i fatti tuoi mi è rimasto impresso il fatto che sia cambiato il tuo punto di vista, la voglia di lanciare messaggi costruttivi questo dopo un avvenimento come la nascita di tuo figlio, ovviamente cambia la visione della vita, in questo caso ha influito anche sul tuo lavoro artistico, ne hai visto tangibilmente i risultati nelle tue scelte a livello artistico?

 

Certamente dopo la nascita di mio figlio ho trovato degli stimoli giornalieri che prima mancavano. Il trovarsi papà a ventuno anni ti cambia totalmente la visione della vita e soprattutto in un età in cui un giorno si e un giorno no rientravo a casa alle sei del mattino, il suo arrivo mi ha dato un “inquadrata” e vederlo crescere e prendermi cura di lui è la soddisfazione più grande che ho.

 

'Pronto al Peggio' è l'ultimo album, il tuo terzo lavoro in cui possiamo notare featuring di tutto rispetto, vanta anche collaborazioni con l'estero, a questo proposito posso chiederti come sono nate, quelle più significative per te intendo?

Almeno per me le collaborazioni nascono sempre da una stima reciproca e a livello non solo artistico ma soprattutto umano. Non mi sono mai trovato ad ambire ad avere una collaborazione con il mio artista preferito se non avessi la possibilità di conoscerci di persona, per farti un esempio se conoscessi Eminem e fosse uno stronzo non mi passerebbe neanche minimamente per la testa l’idea di collaborare con lui, e non critico chi paga per delle collaborazioni ma non è il mio caso. Ad esempio la collaborazione su “Pronto al peggio” con il gruppo Inglese S.A.S. è stata una delle esperienze più belle della mia vita. Sono venuti a Roma e abbiamo scritto e registrato il brano assieme, la sera avevamo già il pezzo e ce lo cantavamo girando in macchina per le strade della città…una figata!

 

Amir e i social network, sicuramente un mezzo utile che può rivoltarsi in qualche modo contro l'artista? Consigli per l'uso?

A parere mio sono un mezzo promozionale rivoluzionario, nel senso che un artista ad oggi può farsi conoscere da tutti senza dover passare necessariamente per le grandi etichette discografiche. Quello che si chiamava “talent scout” e che girava per localetti a sentire artisti emergenti sperando di trovare il nuovo Vasco Rossi probabilmente si trova davanti a un pc girando per vari myspace, blog, etc..e fino a qui va bene, ma l’altra faccia della medaglia (e parlo da artista) è il dover dare retta a tutti quelli che ti scrivono da “colleghi” e magari hanno iniziato da due mesi, cosa che una decina di anni fa non esisteva. Sicuramente c’erano meno opportunità ma la qualità era più alta perché se ti mettevi in gioco era molto difficile avere visibilità quindi emergevano solo i veri talenti, oggi invece tutti sono artisti.

Quali sono le prossime date dove potremmo vederti?

La mia prossima data è all’interno del carcere minorile di “Casal del Marmo” quindi sarà un po’ difficile venirmi a vedere ma per le altre che sto chiudendo vi consiglio di passare sul mio sito internet ufficiale che è www.amirmusic.it dove avrete anche i link a tutti i miei spazi sul web

Thanks!

Grazie a tutto lo staff di A4 Distribution e a Boxfresh!

Immagini di Daniele Peruzzi

Intervista a cura di Boxfresh

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